Il Matto nei Tarocchi degli Angeli di Giordano Berti e Arturo Picca.

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Il Matto nei Tarocchi degli Angeli di Giordano Berti e Arturo Picca.

Messaggio  Occhiodoro il Dom Nov 27, 2011 8:03 pm

La carta di oggi è dedicata a chi è alle prese con scelte decisive e improrogabili. L’incapacità di dare una direzione alla nostra vita è spesso causa di sentimenti di inadeguatezza e inferiorità. Camminiamo sul precipizio e abbiamo l’impressione di non potere fare altro, poiché ovunque guardiamo c’è l’abisso. Nel disegno dell’angelo contrassegnato dal numero 0, è raffigurata l’allegoria della confusione che regna nel nostro spirito: da una parte, quella sottostante l’ala nera, vediamo bruciare il fuoco dell’inferno; dall’altra, dove sarebbe logico aspettarsi il paradiso, non c’è nulla: solo rocce che fanno immaginare un aldilà che ci è negato. La paura di sbagliare ci attanaglia ogni qualvolta siamo costretti a scegliere tra due linee d'azione ugualmente desiderabili e contrapposte. In quei momenti di dubbio, il nostro io diventa un matto che fa a pugni con se stesso. Possiamo dunque immaginarci come l’angelo ritratto nel disegno, metà bianco e metà nero. Eppure, di una cosa siamo certi: un essere umano non può decidere di vivere perennemente in bilico, non può scegliere di non scegliere, perché ciò equivarrebbe a farsi vivere e non vivere. L’angelo consiglia di guarire dal cinico concretismo che regola molte delle nostre scelte quotidiane e le riduce a un confronto tra benefici materiali. La forza motivante della vita non può essere il denaro, che toccato con voluttà si trasforma nello sterco del demonio; ma neppure l’accrescimento del potere personale, come tanti manuali motivazionali di matrice statunitense vogliono farci intendere, o peggio ancora la carriera, che nella società occidentale è diventata una dea perversa a cui offrire in sacrificio famiglia e affetti. Tanto è vero che il mondo è pieno di persone ricche ma volgari, impotenti e meschine. Gli ingredienti della cura dell’angelo sono tre parole capaci di scacciare i demoni del dubbio: “Amore”, “Fiducia”, “Ascolto”. Amore per noi stessi, per evitare di sprecare il tempo che ci è stato regalato. Fiducia in Dio, affinché l’angelo custode che ci aiutava da piccoli torni a farci visita e a indicarci la strada. Ascolto come esercizio di comprensione spirituale dell’io più profondo, al fine di comprendere la nostra missione sulla terra, le prove che dovremo superare e il modo in cui affrontarle. Tutti abbiamo un daimon, un destino, un angelo, una parte immortale e potenzialmente divina. Tutti portiamo sulla spalla un angelo custode. Ciò che spesso ci manca è il coraggio di comunicare con lui, rivelargli la nostra intimità, ascoltarne i messaggi. Abbiamo paura di essere considerati matti, inadatti a vivere il nostro tempo, schiavi volontari di mentalità antiprogressiste messe in ridicolo dalla scienza. Naturalmente si può continuare a vivere come si è sempre fatto, convinti che la sola realtà possibile sia quella che i nostri occhi riescono a vedere, e il cervello a percepire. Ma così facendo, ci comporteremo come l’incauto viaggiatore che, dopo essersi perduto nel deserto, sprecò le sue ultime energie maledicendo Dio perché non gli faceva scendere dal cielo un calice di vino, senza accorgersi che si trovava a pochi passi da un’oasi. Cari amici sconosciuti, mio impavido lettore, mia coraggiosa lettrice... Se vivete le difficoltà che ho appena descritto, vi invito a stampare la carta del matto angelico. Concentratevi su di esso e cercate di capire quali emozioni e sensazioni suscita in voi. Riflettete a lungo, anche per un giorno intero. Quel poco che all’inizio avrete compreso crescerà sempre di più. Vi verranno in mente collegamenti nuovi, idee che vi stupiranno, soluzioni che non avevate immaginato prima. I Tarocchi degli Angeli allontanano la pigrizia dalle nostre menti e ci fanno uscire dal letargo spirituale, ma per beneficiare del loro effetto bisogna impregnarsene fino a farli entrare in relazione con la nostra emotività. L'importante è capire che quello che ci fanno vedere non è un futuro statico e inappellabile, ma corrisponde a una proiezione di noi stessi.

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