Alla scoperta dei Tarocchi degli Angeli. Introduzione.

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Alla scoperta dei Tarocchi degli Angeli. Introduzione.

Messaggio  Occhiodoro il Dom Nov 27, 2011 8:02 pm

Gli Angeli sono esseri spirituali che, su incarico di Dio, comunicano con gli umani per metterli al corrente dei messaggi della Mente Divina o aiutarli in caso di difficoltà. Nell’Israele preesilico, essi venivano chiamati mal’ akim, termine derivato dalla radice araba la’aka, che significa inviare qualcuno con un incarico. Nella Bibbia dei Settanta, la prima versione in greco dell'Antico Testamento, redatta tra il III sec. a.C. e il II secolo a.C., viene introdotto per la prima volta il termine ànghelos, messaggero, da cui deriva il nostro angelo. Sull’aspetto esteriore di questi messaggeri e su quale tipo di esseri siano veramente, se provvisti di forma o impalpabili come energie sottili, nulla si può dire con certezza. I primi cristiani disprezzavano le statue dei pagani e obbedivano a quello che oggi è il comandamento più trascurato dai fedeli e dalla Chiesa stessa: “Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra” (Esodo 20,4). I primi cristiani, ponendosi in contrapposizione con i pagani e le loro statue variopinte, avevano continuato a osservare un divieto che si estendeva anche alle entità al servizio del Creatore, quali appunto gli Angeli. Ma non durò per molto. A seguito del crollo dell’Impero d’occidente e dello smarrimento di molti fedeli, la Chiesa comprese che le masse avevano bisogno di guardare Dio e toccarlo, poiché questo contatto materiale impediva loro di perdere la fede e aiutava una preghiera più diretta. La difficile scommessa dei pittori chiamati a rappresentare il mondo angelico fu quella di dare forma a ciò che nessuno aveva mai visto, ma della cui esistenza non si dubitava. Dalla lettura della Bibbia era evidente che l’angelo nasceva maschio, forse perché la mentalità del tempo riteneva più credibile che un messaggero divino fosse un uomo. Ciò nonostante, per la loro natura di pura energia, gli angeli avrebbero dovuto essere asessuati, e questo poneva un problema di difficile soluzione pittorica. La necessità di caratterizzarli in qualche modo produsse una grande varietà di raffigurazioni. Si vedano a mo’ di esempio: le pitture murali della catacomba in via Latina a Roma, dove gli angeli sono barbuti; l’affresco dell’Annunciazione che si trova nelle catacombe di Priscilla a Roma, con l’arcangelo Gabriele sprovvisto di ali; il Battesimo di Cristo, di Masolino de Panicale (1435), visibile nella Chiesa della Collegiata di Castiglione Olona, dove vediamo un tipo di angelo con i capelli raccolti e un viso decisamente femminile. Pur nella varietà di interpretazioni, con il tempo la maggior parte degli artisti sembrò convincersi che la condizione angelica dovesse avere il suo tratto distintivo nelle ali, grandi, bianche e simili a quelle di un cigno. E la cosa risultò la logica conseguenza del compito dei messaggeri divini, che è quello di percorrere velocemente la distanza che separa il Regno di Dio dalla Terra.
Esiste però un altro modo di pensare gli Angeli. Lo spiegherò, questa volta, con le parole di Igor Sibaldi, scrittore e studioso di teologia: “Oggi si parla spesso di Angeli come di figure accanto all'uomo. Questo modo di intenderli, definito concretismo, è un passo indietro rispetto a 3.000 anni fa. Allora gli Angeli non erano considerati esseri concreti ma rappresentavano un valore simbolico. [...] In senso universale l'Angelo è la nostra energia, il nostro tipo di energia. E quindi anche la nostra predisposizione. Il nostro Angelo ci dice cosa siamo venuti a fare a questo mondo, quali sono il nostro talento e la nostra individualità autentica, visto che abbiamo scelto noi di nascere quel giorno. La sua energia ci attraversa e ci indica la direzione da seguire. Ognuno di noi ha la sua, quella che ci dovrebbe riuscire con più facilità, che dovremmo sentire come istintiva. Diciamo quella, e solo quella, che può realizzarci in tutti i sensi, farci arrivare a un sapere e a un utilizzare bene di sé. A una consapevolezza che può portarci a un successo, di qualunque tipo esso sia. Se andiamo in direzione opposta, o da altre parti, i nostri talenti si rivoltano contro di noi e otteniamo l'effetto contrario”.
Non è mia intenzione prendere posizione a favore di questa o quelle altre visioni. Tengo però a precisare il modo in cui tratterò le figurazioni tradizionali che hanno ispirato gli autori dei mazzi di Tarocchi dedicati ai messaggeri di Dio. In esse non cercherò rappresentazioni concrete degli Angeli, quanto invece i loro archetipi, le straordinarie macchine immaginative che esercitando una suggestione sul pensiero, possono stimolarlo a portare alla luce le tante verità sepolte nella profondità del nostro spirito.

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